TRA IPOGEI E VENTI DI MAISTRALI


3–4 minuti

Il 20 novembre scorso una vasta operazione di polizia, condotta dalla Digos e dalla Procura distrettuale catanese, porta a 3 arresti, a perquisizioni in varie case di compagnx, alla notifica di avvisi di indagine per 16 persone accusate di reati plurimi, tra i quali spiccano l’ormai noto devastazione e saccheggio e rapina. Due compagnx vengono subito trattx in arresto, un terzo si consegnerà una settimana dopo l’inizio dell’operazione. Sono chiare le ragioni che spingono i nemici di sempre a tentare di circoscrivere alcune pratiche conflittuali, a isolarne i presunti autori, a sterilizzare il contesto sociale dal possibile contagio. Tanto le mobilitazioni in solidarietà alla Palestina, che hanno visto un balzo quantitativo intrecciarsi con la determinazione ad andare oltre l’indignazione testimoniale contro il genocidio, quanto la ripresa di una conflittualità non immediatamente politica (vedi la vicenda dei fratelli Ramponi) con il dilagare underground della simpatia sociale verso i tre “zotici”; l’esplodere in Francia e Germania di mobilitazioni contro la guerra e la leva obbligatoria; la violenza di piazza degli agricoltori che divampa dalla Grecia a Bruxelles; tutto questo insieme, mette un governo, la cui base sociale è sempre più soltanto la polizia, sul piede di guerra. La temperatura si sta alzando infatti anche sul fronte interno. E se i segnali dalla nostra parte della barricata sono ancora flebili, sono appunto le misure degli apparati a suggerircelo. In una parabola di ritorno – che conferma quanto fossero giuste le analisi di Riccardo D’Este sul tema – la guerra esterna come pratica di polizia preventiva per risolvere gli squilibri imperiali di ieri (dalla guerra del Golfo in poi), rientra dentro i confini adesso, con l’egemonia imperiale atlantica che mostra segni evidenti di sgretolamento.

Dal canto nostro non ci interessano, né ci stupiscono, i copioni triti e ritriti di questurini e scribacchini, la nostra solidarietà a imputatx e arrestatx va di pari passo con la difesa delle pratiche di cui sono accusati: saranno i rivolgimenti e le insurrezioni a venire a ribadirne il valore storico, di classe e di specie. Quello che sappiamo è che non siamo solx in questa guerra, i nostri cuori, le nostre pupille, i nostri dolori e le nostre gioie, fanno parte delle sorti di un’umanità oppressa, i cui fuochi sono tutt’altro che estinti: non solo in Palestina; in Madagascar, in Indonesia, in Nepal, in Marocco. Quello che sappiamo è quello che la repressione vuole farci dimenticare, agendo non solo sui corpi ma anche sul piano simbolico: il mantra dell’anarco-insurrezionalista, del black-bloc, non serve solo a fare indignare i benpensanti; la loro speranza è di farci innamorare di una identità prodotta da loro, conchiusa, controllabile.

Nel falò che faremo di questo mondo ignobile, butteremo le casacche di tutti i ruoli sociali, anche quelli che ci sembrano più nostri.

Solidarietà a Luigi, Ale, Guido, Bak, a tuttx lx inquisiti di Ipogeo e Maistrali!

Solidarietà ai Prisoners for Palestine in sciopero della fame!

Solidarietà tra tutti lx irriformabilx di questo mondo!

Cieitti vuati ccà è cuamu arrivisciri un muaittu
Un mi puazzu rripusari e fazzu ddannu si annuaibbu
E m’arriuaiddu i tutti i vuati ca succiessi
Allontano, è momentaneo, tuttu spuaizzu chi ghiecchi

Ch’i spaddi laigghi in una vita di pressioni
Senza cambiare espressioni, cuori fuori dai ruoli
A trasformare l’odio ed andare verso la vita
Avendo ben chiara la vera gente nemica

Sto assieme a disgraziate, umiliati, reietti
Lontano da soldati, patriarchi e prefetti
Tu aspetti il sole oppure un’eco che risponda
Noi che si levi dal cazzo per rivolte a notte fonda

Poi mi scutualu e tuainnu a fari u vuscapani
Col ghigno di chi ha deciso le proprie ore contate
Tu aspetta il sole mentre che è fuori e dormi
Che io resto con le ombre tra le fiamme dei miei sogni

– Niero, Dignità Insubordinazione, pezzo dedicato alle persone colpite dalla repressione per i fatti del 17 maggio a Catania e del Carnevale No Ponte a Messina, gennaio 2026


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