N.0 – “Mari Maruso”


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GENNAIO 2026 – INDICE

“MARI MARUSO” – editoriale

MAPPA DELLA DETENZIONE, MILITARIZZAZIONE E REGIME DI FRONTIERA

IL NEMICO MARCIA NELLA TUA TESTA Colonizzazione è (anche) quando la cultura del dominio cade troppo in basso

DIECI DOMANDE

DI CACOCCIOLI E NO MUOS Storie di lotte antimilitariste a Niscemi e in Sicilia

PASSATO/PRESENTE DEL MOVIMENTO “NON SI PARTE!”

FOCUS ANTIMAFIA

Di seguito pubblichiamo due testi che dimostrano come “la critica non è la passione della testa ma la testa della passione”.

Sono due interventi sicuramente diversi, anche perché sono stati pensati per due contesti differenti: il primo è infatti stato scritto da un compagno per l’opuscolo Sbi-lancio: parole e immagini di una lotta ancora da finire contro 41bis e ergastolo, pensato da compagn* del continente, e in via di pubblicazione per rilanciare la mobilitazione in solidarietà al compagno Alfredo Cospito, in occasione dell’udienza di primavera prossima che deciderà il rinnovo del regime di 41 bis che gli è applicato; il secondo è stato scritto da un compagno che fa parte della redazione di questa rivista. Diverse sono sicuramente le sensibilità e le posture teoriche rispetto al nostro passato specifico di siciliani, ovvero della Sicilia come categoria di oppressione specifica che parla (costretta?) in lingua italiana. È ancora troppo giovane questo movimento per essere colto in tutte le sue articolazioni e direzioni? Probabilmente sì, ma questo non impedisce di coglierne una caratteristica: il moto non riguarda solo le “cellule preposte all’analisi”, ma tutte le viscere e gli organi che ci compongono, i diversi strati dello spirito corporeo sono coinvolti nel tentare di liberarsi da un’ oppressione che è andata così a fondo; una malapianta che ha radici passate ma non smette di produrre nel presente i suoi fiori di torture, vessazioni, insieme ad un’incredibile capacità di immobilizzare. Sono solo pochi anni che in ambito anarchico si è cominciato a parlare di colonizzazione interna, fa felici che questi due scritti rilancino una virtù discreta della teoria: perché la mazza e l’esplosivo possano demolire i templi e le menzogne del nemico,occorre vedere che i loro “punti di inizio” sono tanto all’esterno quanto nelle nostre interiorità. Nella coscienza, nelle coscienze, si gioca una battaglia fondamentale.

  • Quando lo stato è pronto a uccidere si fa chiamare patria, quando è pronto a torturare antimafia
  • Conosci te stesso, conoscerai il tuo nemico
  • TORTURA CARCERARIA

IL PROBLEMA DEGLI SFRATTI SI FA ESPLOSIVO Sui tre fratelli contadini di Castel d’Azzano

PER ALFREDO E PER UN NOI CHE SI ALLARGHI

DAL CILE ALLA SARDEGNA Solidarietà internazionale anti-carceraria

IL RACCONTO DELLA LIBERAZIONE DELLE PRIME PRIGIONIERE A RAMALLAH

FOCUS CPR

  • A CALTANISSETTA C’È UN LAGER
  • LUNGO LA VIA DELL’INDISCIPLINA Di CPR, ghetti e altri imbrigliamenti in Sicilia

TRA IPOGEI E VENTI DI MAISTRALI

UNA LETTERA DALL’IPOGEO DI PIAZZA LANZA

SCRIVERE A CHI STA DENTRO + INDIRIZZI (aggiornati)

UNA PATATA BOLLENTE • chiamata alle arti

VOCI DALLE MOBILITAZIONI PER LA PALESTINA

  • ROMPERE L’ASSEDIO
  • ROMPERE LA TRAMA

ALCUNE RIFLESSIONI SU “HARRY” E LA FRANA DI NISCEMI

Cos’è questo ululare delle cellule “Sicilia Sicilia” se non l’urlo a misericordia per la nostra assenza? Fede è fare altari solo per quello che manca, è la nuvola dell’amore svaporato in attesa, è il desiderio che perde la sua via. L’isola che non c’è non è utopia, è questo singhiozzare del tempo che chiamiamo infanzia, questo traghetto dal cuore che chiamiamo partenza. E allora non è per orgoglio che si grida Sicilia ma per dare nome all’assenza, suono alla sberla, storia alla memoria. Per ritrovare casa alle nostre lacrime nell’oceano che ci tiene in palpebra. Per farla finita col tempo delle lacrime e cantare con voce mediterranea il coro delle radici spiantate stanche di seccare all’aria. Rivoluzione è ogni momento in cui il germoglio scava quando la terra si apre a rifugio.

Se abbiamo iniziato a scrivere queste pagine è perché non ci rassegniamo a vedere nella nostra terra l’immagine di un cuore spezzato, che ci si spezza tra le costole. Se qualcuno è arrivato a finirle, queste pagine, avrà notato che tra le analisi e i sogni, la rabbia e le storie, aleggia qualcosa di scabroso e anacronistico, verso cui la modernità imporrebbe la sua censura, eventualmente patologizzando(ci): una volontà di radicamento. Che ci sia qualcosa di irrisolto tra noi e lo stato di cose è palese per tutti i nemici di questa società, che questo conflitto vada a recidere dei legami precisi e specifici è qualcosa che riguarda noi e noi soltanto. È proprio per scandagliare la complessità (e l’ambiguità) di questo “noi”, per la bellezza e il timore di ciò che ci eccede, che abbiamo scelto il viaggio di una rivista, con il suo movimento inaugurale. Un punto fermo però ce lo siamo dati: che questi scavi mai ci facciano cedere al culto delle identità fisse (o di altri capitali da valorizzare), che l’orizzonte sia quello di reintrecciare “il patto originiario tra lo spirito e l’universo”, dove lo spirito universale della rivolta e le specificità delle storie che ci fanno e che rischiamo di dimenticare possano generare il nuovo. Ecco una radice solida da cui partire, da qui possiamo davvero muoverci per cercare e trovare quelle più malconce che sappiamo di avere.

Chiedendo “cosa ci muove?” impariamo cosa ci paralizza e costringe – i loro come. Chiedendo “cosa ci muove?” sperimentiamo e mettiamo alla prova chi siamo e chi possiamo essere – i nostri come. Nel porci la domanda, evadiamo la banalità mortifera delle certezze e apriamo alla condivisione di intuizioni, strumenti e tentativi di risposta. Cosa ti muove?

Per scrivere alla redazione:
ilmoventerivista@bruttocarattere.org

C/O Alavò – Laboratorio per l’autogestione,
Via Duca Lancia di Brolo, snc,
90028, Polizzi Generosa (Pa)